Studio Dott.ssa Monica Salvi

Centro di riabilitazione avanzata e integrata del dolore e disfunzioni estetiche ►392.8009225

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Integratori per il dolore: la possibile alternativa al farmaco

Contents

  • 1 Integratori per il dolore: efficaci e curativi Studio Salvi, Lombardia
  • 2 Prenoti una visita 3928009225
  • 3 Indicazioni
  • 4 Integratori: velocizzano e migliorano la cura
  • 5 Meccanismi coinvolti nel dolore
  • 6  Integratori nella terapia del dolore
  • 7 Combinazione farmaco-integratore

Integratori per il dolore: efficaci e curativi Studio Salvi, Lombardia

Il dolore e le sue complicanze possono essere migliorati anche da specifici integratori, soluzioni efficaci per pazienti che non sono responsivi ai farmaci tradizionali, che non posso assumere farmaci a causa ad esempio di gastriti, ulcere, diabete, gravidanza, che non possono assumere farmaci antidolorifici o antinfiammatori a causa di interazioni con la loro terapia di base, oppure quando il farmaco da effetti collaterali. Gli integratori risultano essere utili nella terapia del dolore in alcuni casi in modo equivalente ai farmaci. Una quota significativa di pazienti non può assumere farmaci, in altri casi l assunzione di farmaci tradizionali non rappresenta una soluzione soddisfacente per controllare il dolore o l’infiammazione, in altri casi l’assunzione di farmaci tradizionali comporta idiosincrasie che ne sfavoriscono l’utilizzo. I disturbi muscoloscheletrici indotti dall’uso/abuso di farmaci sono molto frequenti. La quantità di effetti avversi ai farmaci (adverse drug reactions ADRs) nella sanità pubblica è elevata tanto da costare la vita di 100.000 persone nel 1994 negli Stati Uniti d’America. Ancora oggi, gli ADRs rappresentano un importante causa di patologie e mortalità.

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Indicazioni

  • antidolorifici
  • antinfiammatori
  • antiedemigeni
  • diuretici
  • immunomodulanti
  • stimolanti
  • protettivi
  • ricostituenti

Integratori: velocizzano e migliorano la cura

Durante la cura riabilitativa del dolore è possibile analizzare se il paziente necessita di elementi integrativi di varia natura mediante visita specialistica. Integrare significa restituire nel nostro organismo quelle sostanze che normalmente produciamo, che per motivi diversi vengono prodotte meno a causa dell età, senescenza, patologie, sequestri, aumento fabbisogno et. o a causa di un un trauma o patologia in acuto che in quel momento, ne richiede più di quello che il nostro corpo può produrre. Il corpo umano è una macchina im-perfetta, poichè deperibile, ma che produce da se tutte quelle sostanze di cui necessita ed in condizioni favorevoli che lo guariscono. I fattori sfavorenti e di rischio (virus, batteri, alimentazione scorretta, stress, inquinamento, disbiosi etc.) sono costanti e ciò amplificano il deficit organico. Nella nostra esperienza professionale, abbiamo potuto verificare che i pazienti supportati con terapie adiuvanti, hanno migliorato del 60% la loro salute anche grazie al miglioramento degli atteggiamenti con i quali affrontare le terapie ed il mantenimento a casa, riducendo del 80% le recidive. Ed hanno risposto in modo più veloce ed efficace ai trattamenti. Quindi la corretta integrazione è fondamentale per aiutare il nostro corpo a riprendere quell’equilibrio perchè:

  • E’ necessaria in fase preventiva e di profilassi
  • Coadiuva il farmaco nel processi di cura aumentandone l’ efficacia limitando gli effetti tossici e collaterali
  • Indispensabile nel mantenimento e per limitare o evitare le recidive
  • Sostituisce il farmaco in tutte quelle condizioni in cui il farmaco non può essere assunto

Meccanismi coinvolti nel dolore

MECCANISMI NEUROFISIOLOGICIIl 50% del dolore è esacerbato dall’attività dell’amigdala mediatore centrale delle emozioni, che risiede nel sistema limbico che comprende altri centri importanti come il talamo, ipotalamo, l’ippocampo. Questi centri oltre a concorrere alla gestione della memoria, dell’affettività determinano anche la percezione cosciente del dolore (chi è euforico o sotto shock non sente dolore viceversa chi è depresso o ansioso lo amplifica). Gli esperimenti e le teorie di Heysenberg, hanno dimostrato che in chi ha subito traumi emotivi, la percezione del dolore aumenta. La corteccia cingolata anteriore coinvolta nella generazione dell’esperienza del dolore fisico viene attivata attraverso l’angoscia. In quest’ottica utilizzare integratori adattogeni in grado di migliorare tali meccanismi risulta essere indispensabile nelle sindromi di dolore cronico inveterato.

MECCANISMI ORMONALI

La risposta dolore da parte del SNC (sistema nervoso centrale) viene regolata da alcuni trasmettitori. Neurotrasmettitori come la dopamina, l’acetilcolina, il glutammato, il GABA, il cortisolo e la serotonina  prodotti in alcune ghiandole come la pituitaria (ipofisi) e la surrenale, attivano funzioni vitali come la fame, la sete, la libido, il sonno, il freddo, il caldo e la percezione del dolore. La loro attivazione o disattivazione, regolata dallo SNA (sistema nervoso autonomo) crea una serie di cascate chimico-ezimatiche che producono effetti organici che aumentano ed in alcuni casi diminuiscono il dolore. 

  • Adrenalina, noradrenalina, la dopamina: catecolamine (ormoni e neurotrasmettitori) rilasciati dal corpo in situazioni di stress in dosi massive inibiscono il dolore
  • Adrenocorticotropo (ACTH) prodotto dalla corticale del surrene: ormone deputato alle malattie del metabolismo stimola la secrezione di idrocortisone riducendo gli stati infiammatori
  • CRF Corticotropin Releasing Factor: libera il peptide NPV che  stimola la produzione di dinorfina, prodinorfina ed encefalina, peptidi connessi alla riduzione della percezione del dolore, della fatica, della stanchezza
  • Melatonina: influenza i ritmi biologici sonno-veglia, l’effetto anti-nocicettivo della melatonina è stato dimostrato nella diminuzione del dolore acuto, dolore infiammatorio e dolore neuropatico
MECCANISMI VITAMINICI

  • Vitamine B: le vitamine B1, B6 e B12 esercitano un effetto antinfiammatorio sui muscoli contratti, determinando l’inibizione sulla sintesi di mediatori dell’infiammazione
  • Vitamina D: bassi livelli di vitamina D induce stati dolorosi come la cefalea, il dolore addominale, la gonalgia, la lombalgia, dolori alle ossa e debolezza muscolare. La somministrazione di vitamina D migliora il dolore nocicettivo osteo-muscolare e nei fibromialgici migliora la condizione dolorosa
  • Vitamina E: l’assunzione regolare di integratori di vitamina E può aiutare i pazienti affetti da artrite reumatoide (RA) riducendo il disagio articolare, mente la carenza di questa vitamina favorisce la debolezza muscolare, deficit dei riflessi e della coordinazione, difficoltà a camminare
MECCANISMI MINERALI

  • Ferro: la sua mancanza soprattutto nelle donne durante le mestruazioni amplifica il dolore alla gambe e i crampi notturni, la sua carenza è causa delle gambe senza riposo
  • Magnesio: la sua carenza porta crampi notturni o dopo uno sforzo, ha un ottimo effetto miorilassante sulla muscolatura liscia dell’addome e del peritoneo, inoltre è coinvolto nella modulazione dei recettori nervosi, inclusi quelli associati alla percezione del dolore
  • Calcio: livelli molto bassi possono causare formicolio (labbra, lingua, dita di mani e piedi), dolori muscolari, spasmi dei muscoli della gola, irrigidimento e spasmi (tetania)
  • Potassio: basso livello di potassio può causare debolezza muscolare, crampi, spasmi o addirittura la paralisi
MECCANISMI IMMUNITARISia nel dolore acuto che nel dolore cronico sono presenti meccanismi immunitari di diversa natura. L’infiammazione è un meccanismo regolato dell’immunità innata, che si instaura in presenza di agenti patogeni (virus, funghi, batteri), di un danno tissutale chimico (veleni), fisico (traumi, radiazioni, iper o ipotermia) o biologico. L’infiammazione è un meccanismo che a fronte di una danno biologico, consente di riparare il tessuto, eliminare la causa e ristabilire la normale funzionalità dell’organismo grazie all’intervento di varie componenti difensive e poi di riparazione. Ma se tale processo si blocca l’ infiammazione non viene risolta rimanendo latente e recidivando. Inoltre, se il sistema immunitario non è correttamente reattivo, i meccanismi difensivi possono diventare lenti o incongruenti e non performanti.
DOLORI da FARMACI

  • Statine: dopo un uso prolungato la miotossicità indotta da statine si presenta come affaticamento, dolore muscolare, dolorabilità, debolezza muscolare, crampi notturni
  • Antibiotici chinolonici: esiste una correlazione tra antibatterici chinolonici e fluorochinolonici con le lesioni cartilaginee soprattutto nelle articolazioni sottoposte al carico corporeo
  • FANS: diclofenac, l’ ibuprofene, il naprossene e il piroxicam in uso prolungato danno un più rapido peggioramento dell’osteoartrite di anca e di ginocchio. 
  • Infiltrazioni di cortisone: determinano un rischio minimo di degenerazione articolare e un fattore di rischio per le condropatie. Tra l’1 e il 4% dei pazienti che subiscono un’infiltrazione intra-articolare di corticosteroidi sviluppa un processo infiammatorio localizzato dopo poche ore dall’infiltrazione, che si risolve spontaneamente con FANS e ghiaccio. Dal momento che l’artrite settica è la complicazione maggiormente temuta post infiltrazione, bisogna identificare i soggetti maggiormente a rischio di questa rara complicazione, che sono i pazienti reumatici che ricevono farmaci citotossici.
  • Bifosfonati: possono indurre sintomi parainfluenzali tra cui mialgia, artralgia e dolore osseo, che possono diventare disabilitanti soprattutto in pazienti già osteoporotici
  • Le infiltrazioni di acido ialuronico con ago: possono in alcuni casi sviluppare reazioni locali come dolore articolare o sinovite acuta
  • Cortisone: la somministrazione orale corticosteroidi determina tendinopatie, entesopatie  e osteoporosi
  • Retinoidi: l’uso prolungato derivati retinoidi utilizzati per la cura delle dermatosi croniche severe,  può indurre entesopatie calcifiche, iperostosi e la patologia di Forestier
  • Anticoagulanti: in particolare l’eparina per lungo termine va incontro a frattura vertebrale
  • Terapie tumorali: determinano dolori muscolari, maggiore turnover osseo con perdita della massa ossea e un aumentato rischio di fratture, neuropatie
  • Anticorpi monoclonali favoriscono la polimialgia che tende però a rispondere correttamente a una terapia di corticosteroidi
  • Colchicina: per un periodo prolungato favorisce la miopatia prossimale combinata a polineuropatia

 Integratori nella terapia del dolore

Vitamine del gruppo B, C, D, acido alfa lipoico, N-acetilcisteina, L-acetil carnitina, curcumina, bromellina, vitamina D, boswellia serrata, magnesio, coenzima Q10 e PEA. Alcune combinazioni di queste sostanze possono esercitare uno straordinario spettro di attività su una grande varietà di vie associate al dolore utilizzate in combinazione con antidolorifici più tradizionali allo scopo di estendere la durata dell’effetto e ridurne i dosaggi, o come equivalenti nel caso in cui il farmaco non si possa assumere.

Combinazione farmaco-integratore

Le evidenze a supporto di sostanze non farmacologiche, sono state analizzate in una review italiana, pubblicata sulla rivista Pain Practice. Si è evidenziato come diverse sostanze hanno potenzialità, specie in combinazione. Esempi di combinazioni efficaci contro il dolore:

  • complesso vitaminico B + gabapentin (dolore postoperatorio cronico)
  • complesso vitaminico B + diclofenac (lombalgia)
  • acido alfa lipoico + gabapentin (sindrome della bocca urente, sindromi neuropatiche)

Studio Dott.ssa Salvi: Specialisti in terapia riabilitativa del dolore Metodo 3D® Salvi -​ Terapia Estetica – PI: 04230410989 – Ordine N°: 1899 – www.dottoressasalvi.com

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