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Pubblicato il 21 Ottobre 2019 da Dottoressa Salvi

Progetto pilota sulla sclerosi multipla – Brescia in corsia preferenziale –

Le persone affette da disfunzioni o disabilità debbono poter lavorare? E in che modo? Secondo l’art. 1 della costituzione italiana L’italia è una repubblica fondata sul lavoro e secondo l’ art. 4 si configura il lavoro come diritto del cittadino e suo dovere – “secondo le proprie possibilità e la propria scelta” – e si precisa che la Repubblica “promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Agli articoli 2 e 3 si ribadisce che “la Repubblica (…) richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” ed è sempre “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli (…), che, (…) impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori alla organizzazione politica, economica e sociale del Paese” e si evidenziano categorie che necessitano di maggiori attenzioni e tutele: donne, minori, inabili (art. 37 e 38). Eppure alla soglia del 2020, queste prerogative costituenti la nostra società sembrano sempre meno rispettate. 

Rendere effettivo il diritto al lavoro per le persone inabili, o parzialmente abili è un dovere collettivo che evidenzia l’urgenza da parte dei medici e dei professionisti sanitari di riconoscere quando una patologia o una disabilità possa concorrere ai diritti riconosciuti.

A tal proposito a Brescia è partito il primo progetto pilota di empowerment e ricollocamento dei soggetti affetti da sclerosi multipla.

Il convegno a cui sarà presente la dottoressa Salvi, è atto a promuovere forme di flessibilità e di conciliazione vita, cura, lavoro anche a livello normativo. I servizi per la mediazione e l’orientamento devono essere formati e qualificati per porre in atto percorsi personalizzati di inserimento e mantenimento al lavoro delle persone con SM anche dal personale sanitario che per prima, oltre a diagnosticarne il percorso patologico e terapeutico deve essere in grado di certificane l’idoneità; va assicurata un’adeguata valutazione dell’idoneità alla mansione nelle diverse fasi di instaurazione e decorrenza del rapporto di lavoro.

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